ULTIMO AGG. 18/12/2004 


 
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BOARD GAMES

I "board games" sono giochi da tavolo che simulano i problemi che verrebbero a configurarsi nel corso di una reale emergenza.
Nel cimentarsi si utilizza di solito la tecnica del "brain storming" (alla lettera "tempesta del cervello") ma si presuppone che vi sia il possesso di conoscenze di base in materia di Protezione Civile; sono particolarmente indicati per la formazione del "Disaster manager" o "direttore dell'emergenza" che deve, attraverso tali simulazioni, prendere dimestichezza in tema di pianificazione e di gestione dell'emergenza, fasi queste ultime che, caratterizzando il "disaster management", vanno approfondite al fine di acquisire la necessaria perizia.
L'approccio con l'esercitazione avviene con l'utilizzazione dei seguenti metodi:
- il "role playing";
- il metodo di Montecarlo;
- il sistema espert.

Il "role playing"

I partecipanti al gioco sono inseriti in una situazione ipotetica: devono assumere un ruolo, assumere una nuova identità ed agire in modo conseguente, come meglio possono. Ciò che può accadere nel corso di questa attività è del tutto imprevisto: non esistono restrizioni formali, ma il gruppo opera in vista di un obiettivo che è stato scelto.
Così la simulazione può riguardare - riferendosi alla protezione civile - l'azione in una sala comunale di coordinamento per un intervento di emergenza relativo allo sviluppo di un evento, di cui una persona incaricata dà notizia dall'esterno: una inondazione ha colpito il paese di guaio, un'altra il paese di Sastro; nel paese di Svio è deragliato e si è rovesciato un convoglio carico di prodotti chimici tossici!
Il gioco ha lo scopo di evidenziare gli aspetti di un problema, che nella vita reale siamo abituati a vedere solo dalla nostra particolare posizione.
La simulazione può anche facilitare l'avvio al lavoro di gruppo; altri obiettivi sono acquisire esperienza decisionale e diventare consapevoli delle responsabilità legate al ruolo. Il "role playing" è un buon metodo per avvicinarsi allo studio di situazioni reali.

Il metodo di Montecarlo

La teoria delle probabilità e la teoria dei giochi vengono impiegate per inserire elementi fortuiti in sequenza casuale (cioè come compaiono i numeri alla roulette del celebre Casinò) nelle azioni simulate, azioni che vengono poi sviluppate con programmi con computer.
Questo metodo può essere usato come strumento, non tanto per comprendere lo sviluppo delle situazioni, quanto per trovare risposte.
Una applicazione nel campo della protezione civile potrebbe consistere nella ricerca delle disposizioni ottime ove collocare mezzi antincendio entro un'area in cui si conoscono le caratteristiche del terreno, le strade di accesso, i sentieri percorribili, l'affollamento degli alberi e degli arbusti.
Si ricorre a dati storici per assegnare la probabilità del sorgere di incendi: il programma contiene valori dei parametri locali che caratterizzano il propagarsi spazio-temporale del fuoco.
Prefissata una ragionevole predisposizione spaziale di mezzi antincendio, si simula - con estrazioni di tipo casuale, che indicano la posizione della sorgente del fuoco, le condizioni meteorologiche - la sequenza dello sviluppo di incendi in un lungo periodo di tempo (100 anni, per esempio) e si calcolano le perdite. Si ripete più volte il processo di simulazione, mutando i dati di ingresso (in questo caso la posizione dei mezzi di intervento) per individuare le condizioni di minimo danno.

Il sistema esperto

Una forma piuttosto sofisticata di simulazione è costituita da un sistema esperto.
Un sistema esperto è un programma di calcolo computerizzato, in grado di rispondere alle domande che gli poniamo, le stesse che faremmo ad un esperto in carne ed ossa.
I primi sistemi esperti sono stati rivolti a settori della medicina. E' chiaro che, in caso di bisogno, sarebbe comodo poter consultare un famoso oncologo! Ma come fare a raggiungerlo? Un sistema esperto di oncologia, al quale abbia contribuito anche l'illustre medico
, farebbe al nostro caso.
Un programma esperto è composto essenzialmente da conoscenze di base, dati, programmi di elaborazione di calcoli e programmi di valutazione. C'è una differenza essenziale fra un programma di elaborazione di calcoli ed uno di valutazione.
Un programma di calcolo richiede, per essere effettuato, una conoscenza di tutte le variabili in ingresso. Si opera in questo modo normalmente quando si usa la calcolatrice tascabile, il personal computer o il grosso elaboratore. Si voglia, per esempio, stimare l'altezza che raggiungono le fiamme di una pozza di sostanza infiammabile. Un modello anche semplificato, che fornisce il dato cercato, utile per valutare l'irraggiamento tutto intorno e dedurne le distanze di sicurezza, richiede di conoscere: dimensioni e forma della pozza, quantità del liquido, natura del liquido, nonchè le condizioni meteorologiche, in particolare turbolenza atmosferica e venti.
Un programma di valutazione tipico di un sistema esperto non richiede la completezza dei dati d'ingresso. Le conoscenze di esperti del fenomeno (teorici e sperimentali dei laboratori di ricerca, squadre di intervento antincendio, ecc.), opportunamente introdotte nel sistema con tutti i dati disponibili dello scenario, permettono di avere dal computer risposte e suggerimenti "a buon senso", anche in assenza di una conoscenza completa del caso in questione. Il "buon senso" del programma è realizzato attraverso un approccio matematico, ma non deterministico, che utilizza metodi speciali come il calcolo della probabilità soggettiva (secondo Bayes), la logica sfumata (fuzzy sets).
Molto schematicamente si può dire che la gestione dell'emergenza si avvale di informazioni in tempo reale, che forniscono i primi elementi per delineare lo scenario del caso. Viene fatto un esame globale, ipotizzando le situazioni che si presume si possano determinare e correggendole man mano che le informazioni forniscono nuovi dati. Le decisioni sulle modalità dell'intervento vengono prese in relazione alle risorse disponibili.
Si intuisce che il gestore dell'intervento di emergenza deve decidere sotto incertezza e che, se disponesse di esperti di sua fiducia in diversi settori, potrebbe meglio ponderare le iniziative da prendere.
Sistemi esperti computerizzati assolverebbero a compiti svariati, anche perché disponibili all'occorrenza ovunque: potrebbero dare prime valutazioni, per esempio, del danno di un sistema, indicare le esigenze alimentari di una popolazione, suggerire le strade attraverso le quali far giungere fonti di soccorso (Mick e Wallace, 1986).
 

 

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A cura del: Dott. Pompeo Camero